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Let’s Math! apre una finestra sul mondo della gare matematiche. All’interno del percorso esercitativo troverete attività tratte dalle principali gare a cui partecipano gli studenti delle scuole secondarie di primo grado.
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Rudi Mathematici 121 febbraio 2009

LogoRudiMathematici Su rudimathematici.com è in linea Rudi Mathematici 121, Anno decimo, febbraio 2009. Rudi Mathematici – Matematica, Giochi Matematici, Problemi, Indovinelli e Farneticazioni – [Rivista fondata, come UbiMath, nell’altro millennio] # FacebookFacebook


Sta uscendo RM di Febbraio, in quest’anno la cui ultima cifra è nove.

E la notizia è che non è la prima volta che questo succede. C’è stato un altro anno con il nove come ultima cifra, con un mese di Febbraio, e con un numero di RM i uscita. Era il 1999, un millennio fa, in un certo senso.

RM compie dieci anni proprio oggi, 2 Febbraio. Alice è andata a scartabellare in archivio, e sembra proprio che il numero 1 di Rudi Mathematici sia uscito proprio il 2 Febbraio di dieci anni fa. E adesso noi abbiamo un timore.

Il timore è quello di annoiarvi un po’ troppo, con queste celebrazioni: tra libri pubblicati, premi ricevuti, conferenze tenute, rubriche affidate, riconoscimenti riconosciuti e cento altre cose ancora, è finita che tra il celebrato RM100 e questo RM121 non abbiamo quasi avuto il tempo fermarci quel tanto che basta a capire cosa stia succedendo, né a capire se per caso stessimo parlando un po’ troppo della redazione che dei contenuti di RM. Anche perché Il mistero che avvolgeva – almeno in parte – i redattori di RM (che adoravano giocare a fare le Primule Rosse della matematica ricreativa italiana) è caduto del tutto, e adesso il rischio è quello opposto della sovraesposizione. Allo stesso modo, nel riportare cose notevoli, premi, occasioni di festa e celebrazioni una dietro l’altra si rischia di annoiare a morte il lettore.

Però un decennale è sempre un decennale, non lo si può davvero lasciare sotto silenzio: nel Febbraio 1999, Rudy faceva circolare, in perfetta solitudine e con una discreta faccia tosta, un foglietto di problemi matematici tra alcuni dei suoi amici e colleghi. Quasi un volantinaggio anni ’70, solo che si parlava di matematica anziché politica. Per quanto il GC sia certo il più ottimista e visionario dei tre, non avrebbe mai immaginato che, dieci anni dopo, in questo Febbraio 2009, di quel foglietto si sarebbe ancora parlato.

Un po’ per celebrazione, un po’ per caso, un po’ per premio e un po’ anche per punizione (non si può continuare ad usare violenza alla sacra scienza dei numeri per dieci anni senza meritarsi almeno un piccolo castigo), Alice e Piotr lasciano la stesura del numero del decennale, questo allora imprevisto e tuttora imprevedibile RM121, quasi tutta nelle sue mani, dal Compleanno iniziale al PM finale. A parte le Soluzioni & Note, che sono rimaste nelle mani di Alice, tutto il giornalino lo ha scritto Rudy. Del resto, anche se allora la rivista era decisamente più snella, è esattamente quel che faceva all’inizio, dieci anni fa.

Promettiamo adesso di non annoiarvi oltre con le celebrazioni, e di tornare alla quotidianità, alle notizie, alle cose che succedono.

Ad esempio, potremmo ricordarvi che sul Matematicamente (www.matematicamente.it) c’è un bel concorso per le tesi di matematica. Se ne avete dimenticata nel cassetto, potete provare a tirarla fuori, e mandarla a concorrere.

Ad esempio, potremmo raccontarvi di come Nicola ci abbia fatto uno splendido regalo, facendoci conoscere una po di Wislawa Szymborska, premio Nobel per la Letteratura, di cui conoscevamo qualcosa – ma non abbastanza (http://it.wikipedia.org/wiki/Wis?awa_Szymborska) – una splendida poesia su pi greco:

E’ degno di ammirazione il Pi greco
tre virgola uno quattro uno.
Anche tutte le sue cifre successive sono iniziali, cinque nove due, poiché non finisce mai.
Non si lascia abbracciare sei cinque tre cinque dallo sguardo,
otto nove, dal calcolo, sette nove dall’immaginazione,
e nemmeno tre due tre otto dallo scherzo,
ossia dal paragone quattro sei con qualsiasi cosa due sei quattro tre al mondo.

Il serpente più lungo della terra dopo vari metri si interrompe.
Lo stesso, anche se un po’ dopo, fanno i serpenti delle fiabe.
Il corteo di cifre che compongono il Pi greco non si ferma sul bordo della pagina,
E’ capace di srotolarsi sul tavolo, nell’aria, attraverso il muro, la foglia, il nido, le nuvole,
diritto fino al cielo, per quanto è gonfio e senza fondo il cielo.

Quanto è corta la treccia della cometa, proprio un codino!
Com’è tenue il raggio della stella, che si curva a ogni spazio!
E invece qui due tre quindici trecentodiciannove il mio numero di telefono
il tuo numero di collo l’anno millenovecentosettantatre sesto piano
il numero degli inquilini sessantacinque centesimi la misura dei fianchi due dita
sciarada e cifra in cui vola e canta usignolo mio oppure si prega di mantenere la calma,
e anche la terra e il cielo passeranno,
ma non il Pi greco,
oh no, niente da fare,
esso sta lì con il suo cinque ancora passabile,
un otto niente male, un sette non ultimo,
incitando, ah, incitando
l’indolente eternità a durare.
(traduzione di Pietro Marchesani)

Poesia che ci ha fatto ricordare come Feynman si lamentasse, mezzo secolo fa, che i poeti non sembravano stupirsi delle meravigliose scoperte della scienza, e che non ci poetassero intorno. E ci fa piacere leggere una poesia che declina la matematica insieme ai fianchi di qualcuno e al canto degli usignoli; ci fa piacere che Marchesani l’abbia tradotta, e soprattutto che Nicola ce l’abbia fatta conoscere.

Perché ci piace molto trovare nessi tra poesia e matematica, tra matematica e emozione.

E’ da dieci anni, che ci piace.
Possiate avere molte emozioni, gente.

Tutte piacevoli.

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