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RM153, Ottobre 2011, è in linea

RM153, Ottobre 2011, è in linea: rudimathematici.com/archivio/153.pdf

Non sembra proprio, però è davvero Ottobre. Abbiamo persino lasciato passare il canonico “primo giorno lavorativo” del mese (e anche il secondo, e quasi persino il terzo), tanto per vedere se riuscivamo a celebrare l’autunno dai caldi colori e dalle brume lattiginose, ma non c’è stato niente da fare. Anche quassù sotto le Alpi, il termometro a mezzogiorno viaggia ben al di sopra dei 25° Celsius, e la stagione che dovrebbe condurci lieta e pensosa fin verso Natale, al momento, è riconoscibile solo dal fatto che le giornate sono effettivamente più corte, con meno luce diurna, perché quantomeno l’inclinazione dell’asse terrestre e l’orbita del nostro pianeta madre non sono volubili quanto i cicloni e gli anticicloni. Per il resto, ci ricordiamo di molti Settembre ben più freddi di questo mese numero dieci. Per carità, non abbiamo intenzione di lamentarci: è un po’ come se quest’anno l’estate fosse stata venduta in offerta speciale, come i barattoli di cioccolata che ogni tanto sono riempiti con il cinque per cento di prodotto in più. È verosimile che per qualcuno, per qualche attività produttiva, questo eccesso di caldo non sia salutare, ma dal nostro punto di vista (specie da quello di chi tra noi abita in aperta campagna), poter lasciare la stufa con ancora i soprammobili sopra è un bel regalo. Anche il senso di colpa implicito (“Non sarà che voi, brutti egoisti, vi starete rallegrando di questo evidente sintomo del riscaldamento del pianeta?”) è stato in parte rintuzzato dalla peraltro triste notizia che un nuovo buco dell’ozono pare si sia aperto, stavolta sui cieli dell’Artico. Sembra che lo strappo sia stato causato da diversi fattori (tra i quali continua a farla da padrone il famigerato CFC), e che uno di essi sia stato il clima stagionale insolitamente freddo.  Quindi, da qualche parte fa troppo freddo, di questi tempi, e forse il bilancio termico globale resta solo “dannatamente preoccupante”, e non da “fine del mondo”, come verrebbe da pensare quando il menisco del mercurio continua ad abitare attorno alla lineetta marchiata col numero 30. Certo che, anche se così fosse, è un po’ irritante che la notizia passabile sia come al solito solo una specie di piccolo side-effect di una brutta.
Ma un calendario non segna solo l’alternarsi delle stagioni e le fasi della luna: gran parte delle attività umane hanno il loro proprio ciclo annuale, che in realtà ben poco si cura della temperatura e del grado di umidità dell’atmosfera. Le scuole e gli uffici tornano a pieno regime, le campanelle delle ricreazioni e i vassoi delle mense aziendali alzano puntuali il loro fragore metallico, e perfino alcune attività non propriamente vitali per il futuro della nazione riprendono il loro corso. Ad esempio, domani (sempreché stiate leggendo questa newsletter nel suo giorno d’uscita), ovvero il 6 Ottobre 2011, nella felina città di Brescia, presso l’Ateneo di via Tosio 12, alle 15.00, due terzi della Redazione di RM proveranno ad intrattenere un (si spera) folto uditorio sulle curiosità del calendario. La conferenza rientra nell’ambito di quelle organizzate dalla Mathesis di Brescia, e se fate un salto sulla pagina “Memento” del nostro sito ( http://www.rudimathematici.com/memento/mementodb.php ), scoprirete che ce ne sono anche altre, probabilmente persino migliori della nostra. E se spulciate fino in fondo, vedrete che ci sono anche altri incontri in cui è possibile provare la suprema ebbrezza di vedere la Redazione in carne e ossa: ad esempio l’11 Novembre a Caluso (TO), sotto l’egida della A.S. Mathesis di Ivrea, o la mattina dopo, il 12, durante il gran convegno del CICAP Piemonte ( http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273830 ) dedicato al fatidico 11.11.11; ma questo dovremmo essere in grado di ricordarvelo anche nella prossima Newsletter.

Per il resto, il numero magico di questo mese è 153: un numero con una certa importanza, non solo matematica. Sant’Agostino ne discetta a lungo, ricordando che è uno dei pochi numeri di una certa grandezza citato nei Vangeli, trovandovi diversi significati mistici: tanto sono infatti i pesci che Simon Pietro ottiene dalla pesca miracolosa in Tiberiade. Per chi preferisce aspetti meno religiosi, è curioso notare 153 è i risultato della somma dei primi cinque fattoriali (1!+2!+3!+4!+5!=153); ancora più curioso è forse il fatto che 153 è pari alla somma dei cubi delle cifre che lo compongono (13+53+33=153). Per completezza d’informazione, dobbiamo registrare che anche G.H. Hardy cita il 153 nel suo “Apologia di un matematico”, e proprio in riferimento a questa caratteristica della somma dei cubi delle cifre del numero pari al numero stesso (proprietà condivisa, peraltro, anche da 370, 371 e 407: ricordatecelo, fra una dozzina d’anni…); ma lo fa per sminuire l’importanza di questi “fatti singolari”, come li definisce lui, che non hanno in realtà alcun potere di seduzione per un matematico. Quindi la piantiamo qui, prima che la cosa trascenda.

Nelle 32 pagine di questo RM153 troverete il solito menu che vi propiniamo ormai da un certo numero di anni: problemi, quiz, un compleanno (che una felice congiuntura dei genetliaci ha consentito persino di essere un po’ “sulla notizia”, almeno per i tempi di RM), un rutilante PM che vi mostrerà una volta per tutte che non basta essere stati da Sotheby’s per capire come funzionano davvero le aste, e soprattutto una sezione di Soluzioni&Note particolarmente ricca, doviziosa e vivace. È questo il segno astronomico più chiaro e lampante, dal nostro punto di vista, che l’estate è comunque davvero finita.

Ma guai a voi se con essa lasciate finire anche la voglia di divertirvi.

State bene, gente. Ricordatevi sempre che ve lo meritate.

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